giovedì 24 settembre 2009

La biodiversità in cucina: conservare e riprodurre in purezza antiche varietà orticole - parte 2: la frutta.

Antiche varietà di frutta e verdura ad una fiera floreale. Foto di Andrea Mangoni.
A corollario del post scritto da Giampiero, aggiungo alcune brevi note riguardo alla moltiplicazione delle antiche varietà di frutta. Le nostre campagne vantavano centinaia di differenti cultivar di melo, pero, susino, albicocco, pesco, vite, fico e chi più ne ha più ne metta.
Molto spesso tali varietà sono scomparse nel nulla per incuria e per l'abbandono progressivo dei campi, ma rispetto agli ortaggi gli alberi hanno un grossissimo vantaggio: resistono. Spesso infatti accanto a vecchi casolari abbandonati si possono ancora trovare antiche piante da frutto, che possono ancora essere recuperate in qualche maniera. Ovviamente, non si può procedere con tali alberi come si procederebbe col pomodoro o col peperone: è impossibile pensare di isolare riproduttivamente un susino da un altro, inoltre alcune varietà sono autosterili... per cui, viene meno la possibilità di limitarsi a piantare un seme sperando che ne esca una pianta simile alla pianta madre.
Non ci resta quindi che operare di innesto: prelevando cioè rami e gemme da una pianta e "inserendole" in un'altra. In questa stagione è un po' tardi, ma forse se settembre resterà ancora caldo potreste provare con qualche innesto a gemma dormiente o a scheggia. Io l'ho fatto da poco, per recuperare il pero centenario di un vicino di casa. Altrimenti dovrete aspettare la primavera, conservando con cura religiosa le marze (i ramoscelli della pianta che vi interessa) tra un pò di sabbia umida, per evitare che si secchino, e tentare con altri tipi di innesto, come quello a spacco o a corona. Ecco quindi tre video dedicati all'argomento, che spiegano molto bene e in maniera semplice come fare. I primi due sono presi da Florablog. Ciao!
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