giovedì 27 febbraio 2014

Frutteto antico - Mini-guida fotografica all'innesto a spacco.

Fiori di pesco Lorenzino. Foto Andrea Mangoni.
Tra le operazioni da compiere nel frutteto in questa stagione, gli innesti occupano un posto particolare. tramite gli innesti, infatti, possiamo moltiplicare il numero di varietà in nostro possesso. In questo post vi proporrò una mini-guida passo passo all'innesto a spacco, che si utilizza per innestare tanto pomacee che drupacee, e che si attua proprio in questi mesi dell'anno. Maggiori informazioni su innesti e potature li troverete in un prossimo post, che rappresenterà una piccola sorpresa. Intanto andiamo ad iniziare, vedendo il caso di un innesto di susino su portainnesto di mirabolano. 

Prepariamo il portainnesto, ripulendo il tronco dai rametti laterali e tagliandolo all'altezza desiderata con delle forbici da potatura ben affilate. Se usate il seghetto rifinite il taglio poi col coltello da innesto.

Preparate il portainnesto (cliccare per ingrandire).

Alcuni centimetri sotto il taglio fatto, praticate una legatura sul tronco del portainnesto. Potete usare anche del buon nastro isolante. La legatura servirà a impedire
che praticando lo spacco il tronco si apra più del dovuto, in basso. La legatura va tolta a innesto attecchito.

Legate il tronco del portainnesto sotto il taglio (cliccare per ingrandire).

Col coltello da innesti o una roncola praticate un taglio nel portainnesto, profondo alcuni centimetri. Inserite nel taglio un piccolo cuneo di legno per tenerlo leggermente aperto. 

Effettuate lo spacco  (cliccare per ingrandire).

Preparate una o due marze o nesti, prelevando rametti di un anno e accorciandoli a poche gemme. La parte inferiore andrà affilata col coltellino da innesti fino a ottenere un cuneo triangolare.

Preparate le marze  (cliccare per ingrandire).

Inserite le marze nel taglio effettuato nel portainnesto, in modo che la corteccia esterna della zona a cuneo della marza sia allo stesso livello della corteccia del portainnesto. Togliete i cunei di legno e lasciate che lo spacco chiudendosi blocchi le marze.

Inserire le marze nel portainnesto (cliccare per ingrandire).

Legate la zona del tronco del portainnesto subito sotto alle marze, per tenerle saldamente in posizione. 

Legate il tronco del portainnesto sotto le marze (cliccare per ingrandire).

Ricoprite la zona dell'operazione con un buon mastice da innesti avendo cura di sigillare bene la parte del taglio sia sopra che lateralmente. Ricoprite di mastice anche le estremità superiori delle marze. Il mastice andrà a proteggere le ferite della pianta limitando il pericolo di attacchi patogeni.

Coprite la regione con mastice da innesti (cliccare per ingrandire).

Con un vimini, dei bambù o comunque un ramoscello sottile, costruite un archetto da legare lateralmente al portainnesto. Proteggerà le marze dal pericolo che vi si posino sopra degli uccelli o altri animaletti spostandole dalla loro posizione. 

Proteggete l'innesto con un vimini  (cliccare per ingrandire).

Altro esempio di innesto a spacco, stavolta di ciliegio su franco. In questo caso la marza è unica e dello stesso diametro del portainnesto.

Altro esempio di innesto a spacco.

Un esperimento, altro astone di franco di ciliegio innestato stavolta con un ramo di oltre un anno proveniente da una varietà che mi interessava molto. Non so se prenderà, ma tanto valeva tentare.. 

Un esperimento, sempre innesto a spacco.

Altro tentativo, innesto a spacco su vite per cambiare varietà. La vigna che cresce e ombreggia i pollai è un Merlot, per evitare di dover effettuare trattamenti sanitari su di essa in vicinanza degli animali sto provando a sovrainnestarla con un moscato bianco antico, ibrido produttore primario, che non necessita di trattamenti chimici.

Innesto a spacco su vite.
Alla prossima, con una nuova rubrica del forum che spero troverete interessante e utile!

LETTURE IN TEMA

. .

2 commenti:

Fonte San Pierino ha detto...

interessante grazie così posso provare sarei interessata a qualche frutto antico io ho iniziato da due anni un piccolo frutteto antico

Andrea Mangoni ha detto...

mi sembra un'ottima cosa, puoi trovare diversi appassionati che coltivano vecchie varietà e farti dare delle marze da loro!