venerdì 30 settembre 2016

Biodiversità in campagna - L'orbettino italiano (Anguis veronensis).

Primo piano di un orbettino italiano (Anguis veronensis). 

Non è troppo raro imbattersi, per chi svolge lavori in giardino o nell'orto, in un piccolo rettile serpentiforme liscio e lucido: l'orbettino italiano (Anguis veronensis) non è però un serpente, ma una lucertola della famiglia Anguidae che, nel corso dell'evoluzione, ha perduto le zampe. Si tratta quindi di un animale totalmente innocuo e anzi molto utile per l'orticoltore. Vediamo di conoscerne meglio le caratteristiche peculiari.

Giovane maschio di orbettino italiano (Anguis veronensis)
Innanzitutto, diciamo subito cosa lo differenzia esternamente dai veri serpenti, come vipere e bisce. Il corpo dell'orbettino è generalmente cilindrico, lungo fino a circa 40 cm (anche se gli esemplari di taglia maggiore possono sfiorare i 50). La testa è breve e poco differenziata dal resto del corpo, con una bocca che al contrario di quella dei serpenti non è dotata di mandibole e ossa craniche in grado di disarticolarsi per ingoiare prede di grosse dimensioni. Gli occhi, a differenza di

sabato 24 settembre 2016

Avicoltura - L'anatra Germanata Veneta.

L'anatra Germanata Veneta, rustica e produttiva. Soggetti di Gianni Uliana.

Tra le razze avicole venete, l'anatra Germanata Veneta è certo una di quelle che più ha saputo trovare diffusione grazie alle sue eccellenti doti produttive. Come altre razze di anatre, anche la Germanata Veneta è il risultato della selezione di gruppi di germano reale (Anas platyrhynchos) da parte della popolazione locale. In questo caso, però, i contadini veneti che l'hanno lentamente selezionata, generazione dopo generazione, sono riusciti ad ottenere animali molto produttivi, di taglia molto maggiore rispetto alla controparte selvatica e buona produttrice di uova.

Maschio di anatra Germanata Veneta. Soggetti di Gianni Uliana.

La livrea della razza riprende in maniera fedele quella del gemano reale. Il maschio ha capo verde smeraldo lucente, petto e collo bruno-marrone, con un anello bianco alto circa 1 cm e incompleto (non chiuso dietro) a dividere il collo dalla testa. Il dorso è grigio anteriormente e nero posteriormente, i fianchi grigio perla, la coda marrone scura o nerastra. Le ali sono grigie, con un vistoso

sabato 27 agosto 2016

Avicoltura - Cosa fare se le galline mangiano le proprie uova: costruire a costo zero un nido anti ovofagia con materiali di recupero.

A volte anche le migliori galline possono rompere le uova nel paniere...
Capita a volte che le nostre galline finiscano per prendere un brutto vizio: quello di nutrirsi delle proprie uova. In generale questo fenomeno, detto ovofagia, è più comune tra gli animali che vivono reclusi o in gabbia, o che comunque non vengono allevati seguendo i loro bisogni etologici. 
Di norma tutto inizia per caso -  un uovo di rompe per errore e le galline, dopo averci per caso e curiosità infilatoci il... becco, finiscono per rompere e nutrirsi volontariamente di tutte quelle deposte successivamente.

Uova in un nido da deposizione.
Il problema può nascere anche per noia o per errori nell'alimentazione: se ad esempio somministriamo ai nostri polli gli scarti della cucina, e e in essi si trovano gusci d'uova, questi ultimi devono essere sminuzzati e

sabato 20 agosto 2016

Avicoltura - Anatomia del pollo e nomenclatura

Anatomia del pollo - Clicca per ingrandire.

Oggi vi propongo un piccolo ma chiaro schema che indica chiaramente le varie parti del corpo di un pollo con il nome appropriato. L'immagine è tratta dal libro "Avicoltura fonte di ricchezza", del 1961*. 
Ecco quindi, in riferimento all'immagine sopra, la nomenclatura corretta delle varie parti del corpo di un pollo. Alcuni di questi termini sono di uso comune, altri oramai sono diventati desueti (è comune ad esempio parlare di falciformi, non più di falciuole), molti comunque sono costantemente utilizzati negli standard delle singole razze e perciò necessitano di essere ben imparati. 

1, cresta - 2, dentelli della cresta, - 3, lobo della cresta - 4, nuca, - 5, occhio - 6, orecchio - 7, orecchione - 8, guancia - 9, becco - 10, commessura del becco - 11, mento - 12, bargiglio - 13, parte anteriore del collo - 14, mantellina (collare) - 15, dorso - 16, groppone (sella) - 17, spalla - 18, petto - 19, lancette del groppone (penne lanceolate del groppone) - 20, ventre - 21, piumino - 22, timoniere (penne principali della coda, grandi caudali) - 23, grandi falciformi (falciuole, grandi falcate) - 24, falciformi minori (falciuole minori, medie falcate) - 25, copritrici caudali (piccole falcate) - 26, piccole e medie copritrici superiori (parte superiore dell'ala) - 27, copritrici secondarie (grandi copritrici dell'ala, barra dell'ala) - 28, remiganti secondarie - 29, copritrici primarie - 30, remiganti primarie (grandi penne del volo) - 31, gamba con calzone (coscia) - 32, garretto (calcagno, tallone) - 33, tarso (zampa) - 34, sperone - 35, piede - 36, dito - 37, unghia - 38, membrana interdigitale.

BIBLIOGRAFIA

* M. T. Auxilia (1961). Avicoltura fonte di ricchezza. G. B. Paravia & C., Torino.

martedì 16 agosto 2016

2006 - 2016: 10 anni di Avicultura.

2006. Tutto è iniziato qui. 

10 anni.
Sono passati 10 anni dal giorno in cui, durante la Fiera di San Rocco a Dolo, acquistai il mio primo trio di Polverara, entrando così nel mondo dell'Avicoltura amatoriale. 
Non so dirvi se mi sembri tanto o poco tempo; posso solo dirvi che, salvo poche eccezioni, mi è sembrato molto intenso. Sono partito da zero e sono arrivato qui... è stato un gran bel viaggio. 
Ho conosciuto, in questi anni, tantissime persone che mi hanno aiutato, che mi hanno fatto crescere, che mi hanno insegnato tanto. Senza di loro non sarei andato da nessuna parte, probabilmente. Devo a loro quello che sono riuscito a fare. 
Ho allevato, fatto ricerche storiche, realizzato mostre, scritto libri, visto nascere centinaia di animali.
Ho visto morire i miei riproduttori migliori e ogni volta ho visto dalla loro prole sorgere nuove speranze per il futuro del mio allevamento. Ho affrontato mille difficoltà e contrattempi, ma in un modo o nell'altro ne sono venuto fuori.
10 anni trascorsi. E l'inevitabile domanda che mi viene da fare è... Dove andrò? Non lo so. Ma so che se mi darete ancora il vostro aiuto e il vostro supporto supererò tutto e andrò sempre più avanti, verso nuovi traguardi e obbiettivi. 
Grazie e... restate con me. 

Andrea


P.S. In queste foto ho raccolto i momenti salienti di questi 10 anni. Non mi aspetto che le comprendiate fino a fondo, prendetele come semplici appunti di viaggio di un logorroico curioso appassionato di Avicoltura. 

2007 - L'incontro con Bruno Rossetto e il suo ceppo di Polverara.

2008 - Bruno, i primi nati del suo ceppo nel mio allevamento.

2009 - Le Polverara, Pippo,  la Cucca, il ritrovamento della Boffa. 
2010 - I primi nati di Boffa, le Polverara che crescono.
2011 - Polverara e Boffa, tra mille difficoltà. 
2012 - Il mio libro, e la selezione della Polverara.

2013 - La morte di Pippo, le mie campionesse, la mostra sulla Polverara.

2014 - I tacchini lilla, le Polverara.

2015 - La selezione continua, ma i problemi logistici sono tanti. 

2016 - Pulcini liberi, Polverara, Tacchini e nane. 

domenica 7 agosto 2016

Lavori d'agosto.

Galo di Boffa, allevatore Giorgio Sabattini. 

Alzarsi alle 3.40 del mattino per andare a lavorare: fatto. 
Tornare a casa alle 14 e riposare un oretta: fatto.
Ore 15, si va in campagna. Sono settimane - settimane? mesi! - che non riesco a entrare nella mia campagna senza avere limiti di tempo. Oggi finalmente si, ci sono. Sono qui, per restare, senza pensieri. 
Prima voce sull'ordine del giorno: ripulire il pollaio per trasferirvi le Boffe. Entro nella casetta di legno sotto un sole battente, la temperatura interna si aggirerà sui 35°C, davanti a me gli arredi di un pollaio che ho dovuto chiudere a ogni animale a causa degli acari rossi. Comincio a togliere tutto, la polvere inizia ad alzarsi tra

domenica 24 luglio 2016

Recensione - Il mio frutteto biologico, di E. Accorsi e F. Beldì, Terra Nuova Edizioni.



Oggi recensiamo questo libro edito da Terra Nuova EdizioniIl mio frutteto biologico, di Enrico Accorsi e Francesco Beldì. Il volume consta di 286 pagine di testo e costa 20 €. 

Il libro si propone come un manuale completo per chi affronta l'avventura di coltivare per conto proprio la frutta destinata alla propria mensa, ma da anche spunti validi a chi è già pratico di frutticoltura ma desidera provare a intraprendere una nuova strada nella coltivazione del proprio frutteto. 

Nella prima parte il volume affronta argomenti di carattere più generale, dalla classica domanda "perché biologico?" ai modi corretti per impiantare un frutteto, dalla gestione del suolo alla sua cura e nutrizione, dalla potatura alla raccolta dei frutti. Ho apprezzato molto i disegni presenti in questa prima parte del libro, chiari ed efficaci nell'illustrare soprattutto le fasi salienti della potatura. Occorre dire che tutto il volume è caratterizzato da un ottimo impianto iconografico, tante le foto e  le immagini di buona qualità.

La seconda parte del libro si occupa invece della lotta ai parassiti, alle malattie e alle avversità che possono colpire le nostre piante. Sono indicate anche le ricette di base per alcuni macerati; ottimi anche i suggerimenti per attrarre le varie tipologie di insetti utili nel frutteto.

La terza parte è formata da schede tecniche che riguardano nel dettaglio le singole specie o famiglie di piante del frutteto. Di ognuna di esse vengono indicate le esigenze pedoclimatiche, le varietà più adatte, i sistemi di allevamento, le cure colturali e le principali avversità. Utili le tabelle che trattano il calendario degli interventi da effettuare contro parassiti e malattie che di norma colpiscono più di frequente le varie piante.
Il volume tratta sia drupace e pomacee, le piante da frutto più comuni, sia i frutti di bosco, gli agrumi, l'actinidia, la vite e tante altre specie ancora.

Un'appendice finale contiene poi nominativi e indirizzi di ditte, produttori e vivaisti che possono risultare utili nel lavoro del frutticoltore.

Il volume è ottimo sotto molti punti di vista (avrei preferito forse la stampa su una carta differente, ma tant'è) ed è consigliabile a tutti, in particolar modo a chi sta iniziando l'impianto del proprio "angolo verde". Un bel volume per la biblioteca dell'agricoltore o dell'hobbista, anche grazie alla facilità di lettura e alla praticità dei contenuti.

Alla prossima!

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