domenica 13 novembre 2016

Avicoltura - La muta delle galline: 3 consigli per farla affrontare al meglio ai nostri animali.

Un piumaggio lucente e perfetto, come in questa gallina New Hampshire, è prerogativa di animali sanie  vigorosi, ma tutti i polli una volta l'anno devono affrontare la muta. 

La muta è, nei nostri poli, il processo che li porta a cambiare, totalmente o parzialmente, il proprio piumaggio. Si tratta di un processo naturale, che i polli affrontano una volta all'anno, necessario per mantenere in buone condizioni il piumaggio e per rimpiazzare penne e piume perse nel tempo per usura, incidenti, attacchi di predatori, parassiti e lotte tra cospecifici. 
Di norma la muta inizia in autunno, tra settembre e ottobre, ma in qualche caso gli animali possono iniziare molto prima, anche verso luglio- agosto. In generale il processo termina tra novembre e dicembre e dura in media 2-3 mesi. Oltre al fotoperiodo, essa può dipendere dalle condizioni di allevamento e all'alimentazione. 

Gallo di Polverara in piena muta. si nota l'assenza quasi completa della coda e delle penne della parte posteriore del collo.

In questo periodo di tempo di norma le galline smettono di deporre o comunque diradano molto la fetazione, e i galli cantano meno e non si accoppiano. Chi alleva polli per la prima volta spesso si chiede il perché dello stop nella fetazione, e pensa che si possa trattare di qualche

venerdì 21 ottobre 2016

Un milione di visite, un milione di grazie!

Traguardo raggiunto!

Cari amici, 
di norma non amo i post autocelebrativi ma le statistiche di Google oggi mi hanno mostrato un piccolo, importante traguardo raggiunto dal blog: abbiamo raggiunto e di poco superato il milione di visite!
Non posso che ringraziarvi, per l'affetto che avete dimostrato a questo blog negli anni.
Spero che possiate continuare a seguirmi in questo viaggio e ad apprezzare la via che abbiamo intrapreso per fare divulgazione. Un grande abbraccio, e a presto!

giovedì 13 ottobre 2016

Giardinity 2016 - Appuntamento il 22 e 23 ottobre con la biodiversità avicola veneta in mostra!

Vi aspettiamo a Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana (PD).

Mancano oramai solo 10 giorni all'appuntamento annuale con GIARDINITY 2016, la fiera mercato del mondo del verde che si svolge ormai da tempo a Vescovana (PD), nella stupenda cornice dell'ottocentesco giardino all'italiana e del parco di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin

Villa Pisani Bolognesi Scalabrin.
Tra mostre di scultura ed eccezionali vivaisti, tra esempi di biodiversità agraria e laboratori d'arte dedicati ai più piccoli, Giardinity si riconferma come uno degli appuntamenti più importanti nel mondo del verde. Quest'anno, però, oltre alle miriadi di piante, fiori, agrumi e ortaggi, verrà dato spazio ad una mostra avicola che

venerdì 30 settembre 2016

Biodiversità in campagna - L'orbettino italiano (Anguis veronensis).

Primo piano di un orbettino italiano (Anguis veronensis). 

Non è troppo raro imbattersi, per chi svolge lavori in giardino o nell'orto, in un piccolo rettile serpentiforme liscio e lucido: l'orbettino italiano (Anguis veronensis) non è però un serpente, ma una lucertola della famiglia Anguidae che, nel corso dell'evoluzione, ha perduto le zampe. Si tratta quindi di un animale totalmente innocuo e anzi molto utile per l'orticoltore. Vediamo di conoscerne meglio le caratteristiche peculiari.

Giovane maschio di orbettino italiano (Anguis veronensis)
Innanzitutto, diciamo subito cosa lo differenzia esternamente dai veri serpenti, come vipere e bisce. Il corpo dell'orbettino è generalmente cilindrico, lungo fino a circa 40 cm (anche se gli esemplari di taglia maggiore possono sfiorare i 50). La testa è breve e poco differenziata dal resto del corpo, con una bocca che al contrario di quella dei serpenti non è dotata di mandibole e ossa craniche in grado di disarticolarsi per ingoiare prede di grosse dimensioni. Gli occhi, a differenza di

sabato 24 settembre 2016

Avicoltura - L'anatra Germanata Veneta.

L'anatra Germanata Veneta, rustica e produttiva. Soggetti di Gianni Uliana.

Tra le razze avicole venete, l'anatra Germanata Veneta è certo una di quelle che più ha saputo trovare diffusione grazie alle sue eccellenti doti produttive. Come altre razze di anatre, anche la Germanata Veneta è il risultato della selezione di gruppi di germano reale (Anas platyrhynchos) da parte della popolazione locale. In questo caso, però, i contadini veneti che l'hanno lentamente selezionata, generazione dopo generazione, sono riusciti ad ottenere animali molto produttivi, di taglia molto maggiore rispetto alla controparte selvatica e buona produttrice di uova.

Maschio di anatra Germanata Veneta. Soggetti di Gianni Uliana.

La livrea della razza riprende in maniera fedele quella del gemano reale. Il maschio ha capo verde smeraldo lucente, petto e collo bruno-marrone, con un anello bianco alto circa 1 cm e incompleto (non chiuso dietro) a dividere il collo dalla testa. Il dorso è grigio anteriormente e nero posteriormente, i fianchi grigio perla, la coda marrone scura o nerastra. Le ali sono grigie, con un vistoso

sabato 27 agosto 2016

Avicoltura - Cosa fare se le galline mangiano le proprie uova: costruire a costo zero un nido anti ovofagia con materiali di recupero.

A volte anche le migliori galline possono rompere le uova nel paniere...
Capita a volte che le nostre galline finiscano per prendere un brutto vizio: quello di nutrirsi delle proprie uova. In generale questo fenomeno, detto ovofagia, è più comune tra gli animali che vivono reclusi o in gabbia, o che comunque non vengono allevati seguendo i loro bisogni etologici. 
Di norma tutto inizia per caso -  un uovo di rompe per errore e le galline, dopo averci per caso e curiosità infilatoci il... becco, finiscono per rompere e nutrirsi volontariamente di tutte quelle deposte successivamente.

Uova in un nido da deposizione.
Il problema può nascere anche per noia o per errori nell'alimentazione: se ad esempio somministriamo ai nostri polli gli scarti della cucina, e e in essi si trovano gusci d'uova, questi ultimi devono essere sminuzzati e

sabato 20 agosto 2016

Avicoltura - Anatomia del pollo e nomenclatura

Anatomia del pollo - Clicca per ingrandire.

Oggi vi propongo un piccolo ma chiaro schema che indica chiaramente le varie parti del corpo di un pollo con il nome appropriato. L'immagine è tratta dal libro "Avicoltura fonte di ricchezza", del 1961*. 
Ecco quindi, in riferimento all'immagine sopra, la nomenclatura corretta delle varie parti del corpo di un pollo. Alcuni di questi termini sono di uso comune, altri oramai sono diventati desueti (è comune ad esempio parlare di falciformi, non più di falciuole), molti comunque sono costantemente utilizzati negli standard delle singole razze e perciò necessitano di essere ben imparati. 

1, cresta - 2, dentelli della cresta, - 3, lobo della cresta - 4, nuca, - 5, occhio - 6, orecchio - 7, orecchione - 8, guancia - 9, becco - 10, commessura del becco - 11, mento - 12, bargiglio - 13, parte anteriore del collo - 14, mantellina (collare) - 15, dorso - 16, groppone (sella) - 17, spalla - 18, petto - 19, lancette del groppone (penne lanceolate del groppone) - 20, ventre - 21, piumino - 22, timoniere (penne principali della coda, grandi caudali) - 23, grandi falciformi (falciuole, grandi falcate) - 24, falciformi minori (falciuole minori, medie falcate) - 25, copritrici caudali (piccole falcate) - 26, piccole e medie copritrici superiori (parte superiore dell'ala) - 27, copritrici secondarie (grandi copritrici dell'ala, barra dell'ala) - 28, remiganti secondarie - 29, copritrici primarie - 30, remiganti primarie (grandi penne del volo) - 31, gamba con calzone (coscia) - 32, garretto (calcagno, tallone) - 33, tarso (zampa) - 34, sperone - 35, piede - 36, dito - 37, unghia - 38, membrana interdigitale.

BIBLIOGRAFIA

* M. T. Auxilia (1961). Avicoltura fonte di ricchezza. G. B. Paravia & C., Torino.