mercoledì 7 novembre 2012

Le uova sono le mestruazioni delle galline? Facciamo luce su tre quesiti peculiari che riguardano le uova.

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Ultimamente ho ricevuto una serie di domande che riguardano da vicino le uova, e che francamente mi hanno dapprima lasciato a bocca aperta, poi mi hanno fatto sorridere, quindi preoccupare. Sì, perché se il livello di conoscenza riguardo certi argomenti è sceso così in basso è il caso davvero di dire che c'è più di qualcosa che non va come dovrebbe. Ho pensato di dedicare quindi questo post per sfatare tre falsi miti riguardanti le uova, miti che sempre più spesso vedo circolare on line. Facciamo quindi chiarezza iniziando dalla prima domanda. In verità più che una domanda si tratta di un ammonimento, inviatomi da un lettore vegano, che mi scrive: "Ma proprio lei non sa che le uova sono le mestruazioni delle galline? Che schifo!". Cominciamo allora da qui...

- Le uova sono le mestruazioni delle galline? Negli ultimi anni in molti forum e discussioni che vertono sull'alimentazione si è visto affermare che le uova sono le mestruazioni delle galline, motivazione che dovrebbe indurre ad eliminarle dalla propria dieta. Questa affermazione è assolutamente FALSA, oltre che fuorviante, ed ora andiamo a vedere perché.
Cosa sono le mestruazioni? Premesso che si può parlare di vere mestruazioni solo nel caso dei mammiferi primati, si tratta di perdite ematiche e tissutali dovute allo
sfaldamento superficiale dell'endometrio, il tessuto che ricopre la cavità interna dell'utero e che si modifica durante il ciclo mestruale femminile.
In pratica all'inizio del ciclo mestruale l'endometrio rigenera, sotto la spinta degli ormoni estrogeni e progesterone, la parte superiore del proprio tessuto che aumenta di spessore fino a 2, 3 millimetri. Terminato l'aumento di spessore, il tessuto si arricchisce di vasi capillari e di depositi di glicogeno e lipidi. Se l'ovulo (che è stato prodotto nelle ovaie e che ha passato le tube) non viene fecondato, il suo mancato insediamento nell'utero provoca un calo di estrogeni e progesterone, calo che a sua volta provoca lo sfaldamento dello strato superficiale dell'endometrio, con conseguenti perdite ematiche. Insomma, per riassumere, le mestruazioni rappresentano il disfacimento tissutale derivante dalla mancata fecondazione dell'ovulo.

Un uovo fecondato che sta per schiudere. Foto di Andrea Mangoni.

Veniamo all'uovo. Esso viene prodotto nell'ovaio – di solito il sinistro – della gallina, e da esso tramite l'infundibolo passa nel magnum, dove si forma buona parte dell'albume; quindi si ferma nell'istmo il tempo necessario alla formazione delle membrane testacee, e passa quindi all'utero dove viene rivestito dal guscio. Infine passando tramite lo sfintere alla vagina viene immesso nell'ovidutto e quindi deposto, a prescindere che sia avvenuta o meno la fecondazione. Per maggiori chiarimenti e dettagli riguardanti l'oogenesi, visitate questa esauriente pagina di Summagallicana.
Quindi da un lato abbiamo le mestruazioni, ovverosia la degradazione tissutale dell'endometrio uterino in risposta alla mancata fecondazione di un ovulo, e dall'altra abbiamo l'uovo, prodotto finale di una serie di passaggi indipendenti dall'atto fecondativo e che rappresenta una peculiare strategia adattativa che permette lo sviluppo dell'embrione al di fuori del corpo materno. Della serie: hai presente un limone tagliato a metà? Ecco, è tutta un'altra cosa!
Quindi, riassumendo, possiamo affermare senz'ombra di dubbio che LE UOVA NON SONO LE MESTRUAZIONI DELLE GALLINE!

Le uova sono un alimento prezioso, ma decisamente misconosciuto.

- L'uovo fa male perché ha tanto colesterolo. Questo è forse il più comune pregiudizio che riguarda le uova. Per rispondere alla questione in maniera più completa ho avuto la fortuna di poter contare sull'aiuto della dott.ssa Gaia Morice, Biologa Nutrizionista specializzata in Nutrizione Umana e Disturbi del Comportamento Alimentare.
Le uova sono state per molti anni demonizzate a causa del loro contenuto in colesterolo ma da oggi, grazie a innumerevoli studi condotti anche dall’Istituto per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), è un alimento del tutto riqualificato. Questo cambio di prospettiva è dovuto sia al più basso contento in colesterolo sia alle innumerevoli proprietà benefiche che si trovano all’interno delle uova, evidenziati da studi recenti.
Iniziamo col dire che è stato ormai evidenziato che il colesterolo alimentare incide limitatamente sul colesterolo sierico che viene in alcuni soggetti prodotto, in quantità eccessive, a livello endogeno. Infatti, il colesterolo è uno sterolo che le cellule animali ottengono da due fonti principali: per circa il 10-20% dalla dieta (alimenti di origine animale), per circa l'80-90% da sintesi endogena (soprattutto a livello delle cellule epatiche). All’interno dell’organismo, il colesterolo svolge due principali funzioni: strutturale (modulatore fluidità della membrana plasmatica delle cellule) e precursore (è il precursore di diverse molecole ad alta attività biologica: ormoni steroidei, vitamina D e acidi biliari). E’ proprio per questi suoi ruoli così importanti che l’organismo ha messo appunto dei meccanismi che ne garantiscono un apporto ottimale e costante alla cellula. La produzione di colesterolo endogeno può invece essere aumentata da alcune sostanze presenti in certi alimenti sia di origine vegetale che animale, come ad esempio l'acido miristico, l'acido palmitico e l'acido laurico.

Veniamo quindi al rapporto tra uovo e colesterolo. Iniziamo col dire le uova odierne, rispetto a quelle di qualche decennio fa, hanno un contenuto in colesterolo inferiore, con una differenza di circa 130 mg per 100 g di alimento in meno (sono passate infatti da 504 mg a 371 mg). Questo è riconducibile alle differenti modalità di allevamento e alle diverse tipologie di ovaiole utilizzate. Inoltre studi di fisiologia animale hanno dimostrato che la fosfatidilcolina presente nelle uova diminuisce il tasso di assorbimento linfatico del colesterolo. A queste osservazioni occorre aggiungere che la lecitina presente nelle uova inibisce di fatto l'assorbimento da parte del nostro organismo di parte del colesterolo presente nel tuorlo dell'uovo stesso.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato che le uova sono una buona fonte di importanti nutrienti come la luteina e la zeaxantina, potenti antiossidanti, che possono esercitare un effetto protettivo contro l’ossidazione delle lipoproteine e quindi ridurre il rischio di patologie cardiovascolari. Allo stesso modo forniscono anche folati, che abbassano la quantità di omocisteina nel sangue (l'omocisteina viene considerato un fattore di rischio per le malattie cardiache).
Questo alimento è inoltre un’ottima fonte di aminoacidi ad altissimo valore biologico poiché al suo interno troviamo tutti gli aminoacidi essenziali, quelli cioè che l’organismo non è in grado di sintetizzare.
Apporta inoltre anche vitamine quali B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina) e A (retinolo e caroteni variano notevolmente con la composizione del mangime) e sali minerali come sodio, fosforo e potassio indispensabili per il mantenimento di un buono stato di salute.
Inoltre un recente studio condotto negli USA ha evidenziato che in pazienti affetti da sindrome metabolica il consumo di uova e una restrizione dei carboidrati migliora i profili di lipoproteine e la sensibilità all’insulina in misura maggiore rispetto a coloro che non assumevano questo alimento. A queste osservazioni occorre aggiungere che le uova provenienti da allevamenti di tipo biologico (con animali lasciati liberi di razzolare al pascolo) sono ricche anche in acidi grassi omega 3, sostanze che favoriscono la produzione di HDL, il famoso “colesterolo buono”. Insomma, questi dati sembrano suggerire che introdurre nella propria dieta un certo numero di uova non comporti all'atto pratico il rischio di vedere severamente aumentati i propri livelli di colesterolo, ma che anzi possa essere una pratica benefica. Ovviamente, l'ideale rimane l'autoproduzione delle uova con razze locali, per avere prodotti di maggiore qualità organolettica e non incorrere ai problemi etici derivanti dall'acquisto delle ovaiole di linee commerciali.

Gallo di  Araucana.
- Le uova a guscio azzurro-verde, in particolar modo quelle deposte dalle galline di razza Araucana, sono povere in colesterolo rispetto a quelle a guscio bianco o marrone. Il mito della scarsità di colesterolo presente nelle uova a guscio verde o azzurro è particolarmente diffuso oltreoceano, ed è sfruttato soprattutto per vendere uova di questo colore a un prezzo esagitato agli acquirenti. In verità, non esistono prove sperimentali che indichino che tale affermazione sia vera. Anzi! Uno studio scientifico ha dimostrato come le uova di araucana abbiano a parità di peso un tuorlo di dimensioni maggiori, e che questo mostri livelli di colesterolo più alti di quelli di Leghorn e di ISA Brown. Inoltre a causa della minor quantità relativa di albume essi mostrano una minor quantità di proteine. Insomma, un'altra leggenda metropolitana da sfatare!

Per oggi termino qui. Avete qualche altro dubbio o pensate di aver sentito qualche strano “strafalcione avicolo”? Scrivetemi e cercherò per quanto possibile di chiarire i vostri dubbi! A presto!

*****

BIBLIOGRAFIA

Metabolism. 2012 Sep 26. pii: S0026-0495(12)00318-6. doi: 10.1016/j.metabol.2012.08.014. [Epub ahead of print]
Whole egg consumption improves lipoprotein profiles and insulin sensitivity to a greater extent than yolk-free egg substitute in individuals with metabolic syndrome.
Blesso CN, Andersen CJ, Barona J, Volek JS, Fernandez ML.
Department of Nutritional Sciences, University of Connecticut, Storrs, CT 06269, USA.

Food & Function 2010 Nov;1(2):156-60. Epub 2010 Oct 19.
Effects of eggs on plasma lipoproteins in healthy populations.
Fernandez  ML.
Department of Nutritional Sciences, The University of Connecticut, 3624 Horsebarn Road Extension, Storrs, CT 06269, USA. maria-luz.fernandez@uconn.edu.

The Journal of nutrition.2001 Sep;131(9):2358-63.
Egg phosphatidylcholine decreases the lymphatic absorption of cholesterol in rats.
Jiang Y, Noh SK, Koo SI.
Department of Human Nutrition, Kansas State University, Manhattan, KS 66506, USA.

British Poultry Science 2006 Jun;47(3):294-300.
Lipid profile in eggs of Araucana hens compared with Lohmann Selected Leghorn and ISA Brown hens given diets with different fat sources.
Millet S, De Ceulaer K, Van Paemel M, Raes K, De Smet S, Janssens GP.
Laboratory of Animal Nutrition, Ghent University, Merelbeke, Belgium.

Poultry Science Poult Sci. 1977 Sep;56(5):1636-40.
Protein and cholesterol content of Araucana chicken eggs.
Somes RG Jr, Francis PV, Tlustohowicz JJ.
***** 
E' USCITO "IL POLLAIO PER TUTTI", IL NUOVO LIBRO DI ANDREA MANGONI!

18 commenti:

Vitamina ha detto...

Ho avuto per molti anni un negozio di alimenti biologici e ogni tanto arrivava qualche stralunato a farmi questi discorsi, in particolare questo sulle uova che sono mestruazioni me lo fece un tipo che poi è finito piuttosto male. Purtroppo dietro certe scelte alimentari ci sono disturbi psichici anche gravi .

Vera ha detto...

Quello che mi lascia più interdetta non sono le scelte alimentari delle persone, ma la totale ignoranza sul proprio corpo che denotano certe affermazioni. Per non parlare poi dell'oscurantistico concetto che vede nelle mestruazioni qualcosa di sporco schifoso riprovevole.
Vorrebbero le donne di plastica e disinfettate I mestrui sono sorgente di vita e armonia coi cicli della natura!

Andrea Mangoni ha detto...

Bah!
Io sono pronto a rispettare qualunque scelta alimentare, purché fatta con criterio e buonsenso. Io non sono né sarò vegano, ma posso capire e rispettare l'opinione di chiunque, se questa però non si basa su delle fandonie.
Sull'oscurantismo che nasce dalla paura del mestruo si potrebbero scrivere trattati. ricordo come un giornalista si spinse ad affermare che la creazione della figura del vampiro maschile potesse rappresentare un modo con cui nell'immaginario l'uomo si riappropriava del potere del sangue mestruale che, perso dalla donna come in una ferita, rappresentava invece le radici della vita. Il giorno in cui torneremo a considerare i nostri corpi come qualcosa in armonia con la natura e non dire "che schifo" sarà sempre troppo tardi.

Notizie dal Pianeta Terra ha detto...

trovo molto interessante tutta l'analisi biochimica.
va detto che però si parla sempre di galline allevate industrialemtne. e si generalizza mica poco così facendo. così si parla di uova delle "ovaiole" ma fortunatamente non esiste solo l'industria... anzi. se partiamo dal presupposto che tutto ciò che è industriale è verosimilmente una vera schifezza dal punto di vista nutrizionale direi che non vale neppure la pena esaminare questo tipo di campione e quindi non ha senso generalizzare. pensiamo al solo fatto che queste creature sono alimetnate con mangimi OGM: EBBENE Sì! è ANCORA VIETATO PER L'ALIMENTAZIONE UMANA MA NON PER QUELLA ANIMALE E TUTTI I MANGIMI IN EUROPA USATI DALL'INDUSTRIA SONO RIGOROSAMENTE OGM, quindi anche pieni di pesticidi, insetticidi, funghicidi... a ciò si aggiungono farmaci e antibiotici dati per tutto il brevissimo tempo di vita di queste sfortunate creature...
parlare quidni di valori nutrizionali e di contenuti (e persino di esempi del peso delle uova oggi commercializzate) VUOL DIRE NON CONOSCERE IL MONDO RURALE NON INDUSTRIALE!
esistono innumerevoli specie aviarie locali zona per zona solo in italia ce ne sono decine. alcune galline (tipo in friuli) raggiungono pesi record e le uova sono enormi. spesso a primavera sono addirittura doppie (ossia hanno 2 tuorli) e il contadino deve ben selezionare quelle da mettere a cova per evitare nascite di pulcini deformi (che vengono rigorosamente soppressi). nelle stesse aree sono di moda i galletti americani, che sono di piccolissima taglia, grandi pressapoco come un piccione. va da sè che i valori di un uovo di queste galline di grande taglia e di quelle "americane" sono COMPLETAMETNE diversi. quindi mi dispiace dover far notare queste impossibilità a dare dati precisi o generalizzabili....
inoltre sfatiamo subito il fattto che la maggior parte della popolazione mangia solo nei supermarket! se cioè è maggiormente vero nelle città più inquinate (milano, roma e napoli) è altrettanto vero che già in queste quanto maggiormente in altre e in tutti i paesi la gente ha maggiore e crescente interesse per una alimentarione più sana, magari rifornendosi dal prorpio contadino di fiducia in periferia (non necessariamente con conduzione biologica, ma certo non con quella di tipo industriale: se un animale da questi contadini si ammala viene di solisto soprresso non certo curato con antibiotici e farmaci o comunque macellato e messo in commercio come fa l'industria!!!!!)
(segue)

Notizie dal Pianeta Terra ha detto...

infine parliamo delle mestruazioni. curioso che si attiri l'attenzione su questo tema e che la gente commenti solo questo tema....
in realtà è pure asssolutamente sbagliata l'idea che i vegani dicano che essendo "ciclo mestruale della gallina" siano schifezze da non mangiare. è invece vero proprio l'esatto contrario!!! proprio perchè NON FECONDATE (e se qualccuno usa impropriamente il termine mestruazione lo fa al massimo come battuta, io stesso l'ho fatta pur conoscendo bene la differenza) sono ammesse nella dieta vegetariana e vegana (io lo sono per capirci quindi sono una fonte decisamente attendibile, mi creda).
non me ne voglia: magari il suo amico vegano ha fatto anche lui una battuta e da lì è partita l'idea di parlarne. VA BENISSIMO. sono assolutamente concorde con lei che sia utile non confondere le idee e tantomeno fare terrorismo. ho poi trovato, se mi permette così le do un po' di ragione, che molti vegetariani/vegani dell'ultima ora vivano questa esperienza in modo direi ISTERICO, quasi dovessero dimostrare a sè stessi di essere ora nel giusto e per farlo sparano anatemi, o condanne o esprimono cose che il mondo vegetariano/vegano non ha mai trattato come tale, salvo appunto chi è affetto da isteria/fanatismo. su queste persone porto avanti una personale battaglia di scredito, sia perchè ritengo che insultare o aggredire non sia comuqnue eticametne giusto, sia perchè è anchesì controproducente ad una causa che ha la mitezza nell'anima alle sue fondamenta e perciò è in totale contraddizione con una linea di condotta aggressiva di alcuni che si professano vegetariani (ma poi hanno bisogno di farsi la BISTECCA O IL SALAME DI SOIA..... se ti va di mangiare il salame allora è bene che ti interroghi sul senso di ciò che fai e tantovale che ti mangi quello vero...): io sono vegetariano da 30 anni e come avrà intuito ho, come tantissimi altri come me, una etica assolutamente diversa.
comunque, mi perdonerà se ho sentito la necessità di fare queste precisazioni, trovo il suo intento lodevole e non vorrei averle dato l'impressione di criticarla, ma solo di fare delle puntualizzazioni.
cordiali saluti
dario

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Dario,
mi fanno molto piacere i tuoi commenti, e vado immediatamente a rispondere.
Facciamo una premessa importantissima: questo blog si è sempre apertamente schierato per la salvaguardia delle razze autoctone e la loro diffusione, così come per l'allevamento rurale di tipo biologico-mediterraneo. quindi si presuppone che ogni intervento venga vagliato attraverso questo "crivello".
partiamo dal discorso mangimi. quasi tutti i mangimi in commercio contengono OGM, non solo quelli usati industrialmente, ma anche quelli che vengono venduti per lo svezzamento dei pulcini, per l'integrazione alimentare delle ovaiole, eccetera, quelli cioè che vengono usati dai semplici appassionati. galline alimentate solo a mais e pascolo ce ne sono poche, e quelle granaglie sono comunque stato trattate con sostanze chimiche di vario genere nelle varie fasi della sua crescita. ricordo che per chi ha voglia e tempo di cercare esistono comunque in commercio degli OTTIMI mangimi privi di OGM, ad esempio quelli della linea "Sole, Amore Natura" della ditta Raggio di Sole. In generale, però, gli OGM arrivano anche nei pollai dei contadini "vecchio stile" e il mais che è usato per l'allevamento rurale dei polli è comunque stato trattato, pur se non OGM. Inviterei poi a non confondere, appunto OGM con presenza di sostanze chimiche residue nelle granaglie. L'una cosa non implica né esclude l'altra, e viceversa.
questione dimensione delle uova e generalizzazioni. A fronte di poche decine di migliaia di polli rurali diffusi in tutta Italia, vengono immesse in commercio milioni di uova industriali da allevamenti biologici, a terra, in gabbia, in batteria. è ovvio che volendo indicare dei dati si cercherà di fornire una media, basata sul prodotto che più facilmente può giungere nelle tavole del consumatore. I valori indicati valgono come media delle uova reperibili, di solito deposte - a prescindere dal tipo di allevamento di provenienza - da ibridi commerciali come ISA brown, Golden Comet, Harco, oppure dalle Livorno utilitarie. questi ibridi e razze sono anche i polli più facilmente reperibili nei pollai rurali in quanto venduti tramite i consorzi agrari. non credo ci siano razze rurali o razze autoctone diffuse capillarmente sul territorio nazionale quanto le ovaiole rosse. certo, ci sono le nanette, che fanno uova piccole con tuorlo proporzionalmente gigantesco e quindi con percentuale di colesterolo in rapporto al peso più elevata; ci sono razze o ibridi locali che fanno uova molto grosse; ma se devo dare un'indicazione di massima al lettore del mio blog, che non necessariamente ha a disposizione un piccolo allevamento di galline, devo giocoforza rifarmi ai dati relativi alle uova più facilmente reperibili sia tramite il commercio che tramite i circuiti rurali.

Andrea Mangoni ha detto...

Altro punto: uova-mestruazione.
l'uovo è comunemente ammesso nella dieta vegetariana, specie se non fecondato, ma sono messi al bando completamente nelle diete strettamente vegane, che rifiutano l'utilizzo di cibi animali di qualsivoglia genere. ti chiedo di fare una prova, di digitare le parole "uova mestruazioni di gallina" su google e di vedere cosa salta fuori. leggi i commenti nei forum o nelle board, poi capirai meglio ciò che intendo. Io ho ricevuto una domanda, ho fatto una breve ricerca on line per capire se fosse una credenza diffusa, mi sono messo le mani nei capelli ed ho scritto questo breve articolo a scopo prettamente divulgativo, ma il più rigorosamente possibile scientifico nei contenuti. So benissimo che ci sono vegetariani e vegani, so che non tutti hanno fatto scelte alimentari estreme, ma comunque esiste una folta comunità di persone che ha deciso di eliminare i cibi di origine animale dalla propria tavola e lo fa a volte sulla base di credenze da medioevo più che su base scientifica accurata. Sono il primo a ribadire l'insensatezza degli allevamenti in batteria o a terra, sono il primo a deprecare l'uccisione dei pulcini maschi appena nati, sono il primo a diffondere le razze autoctone e l'allevamento rurale; se mi si dice però che un motivo per non mangiare le uova è che queste sono le mestruazioni delle galline ecco che mi sento in dovere di dire: "no, qui non ci siamo". Approvo poi grandemente il tuo atteggiamento nei confronti dei surrogati di soia di alimenti di origine animale: sorvolando che con la soia di proteine animali se ne ingurgitano lo stesso (chi ha coltivato soia lo sa: provate a sentire il profumo nell'aria durante la trebbiatura della soia, e poi chiedetevi: sto mangiando soia con qualche cimice dentro, o cimici con un po' di soia dentro?), a parte questo, dicevo, se si ha bisogno di un surrogato mentale di un cibo animale per mangiare la soia forse non si è ancora pronti per la via del vegetarianesimo.
ti ringrazio quindi ancora tanto per gli spunti di riflessione, preziosissimi, che hai posto, e ti auguro una buona serata. ciao!

Notizie dal Pianeta Terra ha detto...

ciao Andrea,
ok, mi hai convinto rispetto a standard sulle uova e comunque avevo già in principio elogiato la tua analisi biochimica.
mi hai, purtroppo, anche convinto rispetto all'uso di mangimi ogm, o comunque trattati, anche da parte di molte fattorie non legate all'industria. in effetti io sono molto legato ad ambienti diversi da questi (qui sui miei monti i contadini il mais lo coltivano loro per alimentare i loro polli e, complice una diffusissima povertà dal punto di vista economico, di pesticidi o altri prodotti proprio non ne usano.
però appunto mi sono reso conto che mi rivolgo ad una "nicchia" protetta qui diffusa ma assai localizzata. quindi retrocedo per le mie discussioni del primo post.
riguardo il secondo caso ammetto di esser rimasto allibito digitando come hai fatto tu le parole mestruazioni e uova. va detto però che su internet appaiono sempre le cose più estreme e assurde (sia positive che negative). io sono praticamente vegano e le uova, se non fecondate, le mangio proprio perchè tali!
il latte di capre cui non sono tolti i piccoli, ossia che condivido con loro senza che siano uccisi, lo consumo crudo e il formaggio, sempre di capra lo prendo se cagliato con succhi vegetali e non certo con caglio animale. faccio anche un ottimo kefir col latte di capra.
e tutto questo, se scarti gli eccessi che come al solito trovano spazio su internet in pole position sono linee assolutamente confacenti al vaganesimo.
è chiaro che posso farlo perchè mi prendo cura direttametne di quel che faccio nonchè degli animali cui non faccio torto in alcun modo.
sto anche cercando di diventare apicultore. prenderò un solo raccolto di miele nella stagione abbondante e di certo non sottrarrò altri elementi utili alle api (in primis la pappa reale che comporta l'uccisione delle larve di future regine). ma ti assicuro che ho un numero elevatissimo di amici vegani e molti come me allevano galline (senza gallo) prorpio per le uova: ossia "l'ecosistema fattoria" diviene un luogo di simbiosi dove il contadino e gli animali cooperano con reciprocità di vantaggi. le galline vengono nutrite (libere) e protette dall'aggressione delle volpi. in cambio quello che è un loro "sottoprodotto" neppure indotto forzatamente ma assolutamente naturale (le uova) sono un benefit per il contadino!
ecco perchè mi sono anche io stupito di leggere così tante cax...te sulle mestruazioni come mi hai fatto notare tu!!
ma ancora una volta queste linee così "aggressive" mi paiono più il frutto di seri problemi sociali nella vita di questi che scrivono che non certo una linea che da sempre è adottata dai vegani di vecchia data (non gli improvvisati da un paio d'anni a questa parte...)
l'obiettivo di chi è vegano è quello di non FARE DEL MALE a nessun vivente aniamle uccidendolo per cibarsene o per utilizzarne la pelle.
ma vedo che oggi è la parola "dieta" a fare da padrona e non L'ETICA! e non occorre spiegare altro.
un caro saluto. dario

PS: non temere: queste forme estreme, spesso guidate dai santoni di turno che cavalcano PREESISTENTI linee di condotta deformandole per propri interessi (perchè da quel che ho letto ho anche inteso che qui ci sono tanto per cambiare anche delle belle manipolazioni da parte delle multinazionali che hanno interesse a crescere una nuova nicchia, specie se fanatizzata, per vendere a caro prezzo i loro prodotti industriali), non durano poi tanto nel tempo: propongono modelli così estremi che nemmeno loro stessi riescono a praticare. e il risultato è un implosione su tutto il sistema. anche sulle cose buone. per questo LI SCREDITO!
è un po' come quando avi all'estero e senti dire che italiani tutti mafiosi!! io non lo sono e come me ci sono milioni di onesti che rivendicano il diritto di non essere bollati in questo modo. comprendi dunque perchè mi ero così animato?
un abbraccio e grazie per questo spunto di riflessione. ciaooo

Miss Devadasi ha detto...

Sigh. Sono vegana ma non scema e non ho mai pensato una baggianata simile anche se ben radicata nelle tematiche dei miei simili e argomento principe contro il ocnsumo di uova. (Non la fine che fanno metà dei pulcini negli allevamenti industriali, no, meglio la bufala). Oggi ho letto addirittura che fecondate o meno si tratta di esseri viventi e una lacrima di cordoglio mi è scesa sulla guancia... L'articolo è stato un balsamo per il mio intelletto, la ringrazio.

Andrea Mangoni ha detto...

Benvenuta Miss Devadasi, innanzitutto ti prego, dammi del tu!
temo di essermi mal spiegato: l'uovo NON fecondato è una cellula - per di più una cellula piuttosto inerte, in verità - e non un organismo. Solo l'uovo fecondato è un organismo, peraltro con un metabolismo diciamo così messo in stand by, che si attiverà solo e solamente con l'incubazione. In effetti un uovo non fecondato può tranquillamente essere consumabile per una trentina di giorni prima di non esser più buono, mentre un uovo fecondato dopo due o tre settimane non è più mangiabile a causa della morte dell'embrione dovuta alla mancata incubazione. Quindi in generale le uova del supermercato sono solo cellule, non organismi, anche se hanno il problema di essere state ottenute nella stragrande maggioranza dei casi con metodi di allevamento irrispettosi dei minimi bisogni etologici degli animali o comunque tramite un sistema produttivo che provoca una morte assurdamente precoce dei pulcini maschi. Le alternative sono l'autoproduzione e l'acquisto di uova da allevatori rurali, in entrambi i casi procurandosi uova o animali da allevatori di razze pure locali o straniere: in questo caso infatti nessun pulcino maschio viene gettato o tritato vivo il primo giorno di vita, ma generalmente tutti gli animali sono allevati fino a un'età adulta.
Ti ringrazio intanto di essere passata e anche degli spunti per un possibile futuro articolo che mi hai dato con questo commento. ciao!

propagandhi ha detto...

Per correttezza e completezza di informazione bisogna specificare che durante le mestruazioni oltre al tessuto dell'endometrio viene espulso l'ovulo non fecondato. La similitudine seppur azzardata deriva da ciò.

Andrea Mangoni ha detto...

Hai ragione, ma la differenza è enorme: da un lato hai l'espulsione di ovulo e resti di endometrio, che avvengono solo per una MANCATA fecondazione; dall'altro hai l'espulsione del solo ovulo (in teoria fecondato, in natura), come preciso compimento della strategia riproduttiva dell'animale. è decisamente tutt'altra cosa.

Anonimo ha detto...

Le uova sono "mestruazioni" delle galline in senso lato, solo un malato di mente può pensare che lo siano davvero. Di solito io lo dico ai vegani per far capire loro che le uova di gallina che troviamo nei negozi NON sono fecondate, e quindi non stai ammazzando alcun "potenziale pulcino" mangiandole (sì, si fanno anche di questi problemi... Spesso gli stessu che sono a favore dell'aborto negli umani. La coerenza, questa virtù sconosciuta!).

Anonimo ha detto...

Mestruazioni o no, è pur sempre un qualcosa che nasce dentro la gallina che poi espelle, il mio non è un ragionamento dovuto al "che schifo" , ma a far notare che esce dallo stesso "orifizio da cui esce la pipi e la popò e quindi
pur sempre un prodotto che puo essere definito di scarto, e che passa comunque attraverso canali pieni sostante tossiche, e a istinto naturale non è un prodotto per l alimentazione umana, le proprietà benefiche che tutti attribuisco all uovo
non sono contenute già in esso ma vengono filtrate e assorbite a secondo di cio che mangia la gallina, a questo punto sorge naturale un altra domanda perché
non dobbiamo prendere i nutrimenti benefici che ci servono direttamente alla fonte? es. i vegetali, ecc, e anche ciò che mangia la gallina stessa e tutte i prodotti che ci regala la natura sono pieni delle sostanze che ricerchiamo in queste uova, anzicchè filtrarle attraverso il "prodotto del corpo di qualcun altro!!
I prodotti di origine animale sono comunque nocivi all' uomo, gli alimenti che ci regala la natura NO ,quindi è un prodotto di cui l uomo e il suo corpo non ha completamente bisogno visto che puo prendere tutto cio di cui bisogno dai prodotti della "terra" e gli animali non sono prodotti ne macchine che producono cibo per noi! , ragionamento di puro nesso logico, e buon senso, oltre che etico, quindi è proprio questione di usare l intelligenza, e poi considerate "pazzi, esagerati e stupidi chi si fa queste domande e agisce di conseguenza

Andrea Mangoni ha detto...

Caro/a anonimo/a,
io credo che tu abbia un po' di confusione su alcuni concetti di base, per cui forse è meglio che cerchiamo di spiegare meglio un paio di cose...
1) il fatto che negli uccelli la cloaca abbia sia funzione di espellere i prodotti di scarto (un insieme di feci e acido urico, solido; i polli non fanno la pipì) sia funzioni riproduttive è legato alla loro evoluzione e NON significa che i prodotti di scarto e le uova abbiano medesimo significato, valore adattativo e composizione. Per intenderci meglio, e fare un esempio terra a terra: se l'evoluzione dell'uomo avesse fatto sì che nella donna l'uretra, la vagina e l'intestino confluissero verso l'esterno grazie ad un unico orifizio, il fatto che da questo orifizio potessero uscire feci e urina, e che attraverso di esso avvenisse anche il parto, non renderebbe certo un bambino un prodotto di scarto... credo sia palese, no?
2)i nutrienti benefici di cui parli non sono tutti presenti in natura E allo stesso tempo direttamente assimilabili dal nostro organismo. Noi siamo biologicamente parlando degli animali onnivori con forte tendenza alla frugivoria, ovverosia in soldoni siamo grosse scimmie fatte per mangiare un po' di tutto ma soprattutto frutta e verdura. Non siamo ad esempio in grado di trarre adeguato nutrimento da tutte le specie vegetali, ad esempio erba e piante legnose. Possiamo però arrivare ai nutrienti in esse contenute se passiamo attraverso un altro organismo che sdi evoluto per metabolizzarli. Esempio concreto: non riusciresti a trarre nutrimento dall'erba di un pascolo e dai rami degli alberi, non in maniera sufficiente, perché ti manca la capacità di digerire la cellulosa in maniera efficace. Se però hai una gallina, una mucca o una pecora che si nutrono di quell'erba e di quelle piante, visto che il loro organismo si è evoluto proprio per digerirle, tramite loro puoi arrivare a utilizzare anche quelle risorse nutritive che altrimenti ti sarebbero negate. Il concetto è chiaro?
3)"I prodotti di origine animale sono comunque nocivi all'uomo": è una frase fuorviante, generalista, generalizzante, priva di fondamento. Come ho scritto sopra, tutte le evidenze biologiche, metaboliche, etologiche, paleontologiche, antropologiche, paleoantropologiche, persino parassitologiche indicano che ci siamo evoluti per integrare la nostra dieta con sostanze di origine animale. Sarebbe ben strano che i cibi di origine animale fossero tutti, quindi, indistintamente nocivi alla nostra salute.
Detto questo, le mie sono precisazioni meramente biologiche. ognuno ha il sacrosanto diritto di seguire la dieta che ritiene più eticamente corretta e che si confà alò proprio modo di vivere. Ma le proprie argomentazioni vanno ricercate nel cuore e mente, e non cercando tramite ragionamenti fallaci di travisare una realtà che non ci piace.
Cordialità.

Anonimo ha detto...

Sig. Andrea, mi permetta di intervenire e dire che a mio avviso sta facendo di tutto per cercare di giustificare a tutti costi, forse la più grande forma di crudeltà mai avvenuta su questa terra. Ogni tanto sarebbe bene lasciare a casa le nozioni dai libri e attuare quella che è l'empatia, provare a sentire per una volta il nostro cuore.
Sta dicendo un sacco di fesserie, conosco persone che sono vegane da 20, 30, 40 anni se non da una vita eppure sono più in salute di qualunque onnivoro. Come giustifica lei tutto ciò? sono forse persone dotate di poteri soprannaturali, il loro corpo funziona diversamente, hanno qualche disfunzione? o semplicemente la dieta vegana non fa mancare nulla di tutto ciò che lei dice? io stessa sono vegana da qualche anno e le mie ultime analisi risalgono a metà gennaio 2016, mi piacerebbe fargliele leggere....insieme a quelli di qualunque altro vegano! vada per favore a intervistare i vegani, faccia loro domande sulle loro abitudini alimentari, su come i vegani al posto di prendere lo zucchero dalla cellulosa (come fanno le mucche), lo prendono da altre fonti (cosi per ricordarle un'altra cavolata che ha scritto al punto 2, che l'uomo non ha bisogno di un ruminate che gli digerisca la cellulosa). cosi magari per una volta finiamo di incoraggiare questo massacro che pare non avere fine, smettiamola di inculcare idee assolutamente errate nella testa delle persone per la pura convenienza personale, per un semplice volersi giustificare e non ammettere che chi fa consumo di questi alimenti sono gli unici colpevoli di cosi tanta malvagità e cattiveria: NON ABBIAMO BISOGNO DI ALIMENTI ANIMALI! mettiamocelo in testa una volta per tutte....se lo facciamo lo facciamo solo ed esclusivamente per: convenienza-sapore-tradizione-comodità. PUNTO!
p.s: e per dirne un'altra non capisco perchè bisogna focalizzarsi sul "mestruazioni" si o no, fa schifo non fa schifo, e altre dicerie varie...i vegani (o almeno la maggior parte) hanno fatto questa scelta mica per schifo, perchè esce dal buco buono o quello cattivo, ma per il trattamento che subiscono quelle povere bestie per dare a voi le uova. (e SI, se avessi una gallina in casa da compagnia, le sue uova me le mangerei )

Andrea Mangoni ha detto...

Cara anonima vegetariana,
mi sembra che anche tu faccia un po' di confusione su quanto scritto. Proviamo quindi a capirci meglio...
Qui nessuno cerca di difendere l'allevamento intensivo, che è francamente e onestamente indifendibile. Qui si vuole tentare solo di fare chiarezza sulla possibilità da parte del nostro corpo di usare alcuni alimenti, bollati aprioristicamente da una frangia della popolazione come pericolosi, inadatti, nocivi. Se conoscesse questo blog saprebbe che chi lo gestisce si è sempre schierato a favore di un allevamento il più etico possibile degli animali, condotto rispettandone il più possibile i bisogni e l'etologia. È stato anche in altre occasioni ribadito come sia evidente che la società attuale consumi, produca e sprechi molti più alimenti di origine animale del necessario, e che sia auspicabile tornare verosimilmente a un'alimentazione simile a quella dei nostri antenati, comprendente quindi una quantità minore di proteine animali.
Detto questo, non so QUALE articolo abbia letto, ma in questo e nei commenti non mi sembra di aver scritto nulla riguardo a quanto una dieta vegana farebbe mancare. Vuole sapere perché il corpo di un vegano se si nutre in maniera adeguata si mantiene in salute? Il motivo è lo stesso per cui esistono popolazioni altrettanto in salute che si nutrono con diete a fortissima prevalenza di proteine animali: accade perché il nostro corpo è quello (lo ribadiamo) di un onnivoro con spiccata tendenza alla frugivoria. Solo il piano strutturale di un eccezionale onnivoro può infatti spiegare la possibilità degli esseri umani di mantenersi in salute tanto con una dieta vegana quanto con diete come quelle – ad esempio – di alcuni popoli africani che si nutrono abbondantemente di sangue e latte bovino. Nessun erbivoro o frugivoro obbligato potrebbe farlo, così come nessun onnivoro obbligato. È quindi normale che con una dieta studiata e non raffazzonata un vegano possa trarre tutti i nutrienti o quasi di cui abbia bisogno.
Riguardo al punto due, non ho detto che l'uomo HA bisogno di un ruminante che gli digerisca la cellulosa, ma ho scritto – cosa MOLTO diversa – che gli animali erbivori possono metabolizzare alimenti vegetali a noi preclusi, e che tramite loro possiamo quindi avere accesso e trasformare in fonte di cibo anche aree altrimenti non utilizzabili a tale scopo. Non so come essere più chiaro di così, ma se preferisce un esempio ancora più lampante potrei sottolineare come il fatto che lei possa trarre nutrimento direttamente da alcune specie vegetali ciò non significa che se lei provasse a nutrirsi per un anno con i vegetali che normalmente compongono la dieta di una vacca in natura riuscirebbe a sopravvivere più di qualche settimana. Il concetto ora le è più chiaro?
Non chieda a me perché ci si voglia focalizzare sul discorso “uova = mestruazioni”: io di per me ne parlo solo perché dei vegani hanno scardinarto, rotto, fracassato e sfrangiato la mia peraltro non proprio disprezzabile e proverbiale pazienza, riproponendomi l'argomento privatamente fino a farmi decidere di scriverne sul blog per dare un minimo di nozioni scientifiche sull'argomento. Vada per cortesia quindi, per par condicio, a spiegar loro che non c'è bisogno di false verità scientifiche per portare avanti con orgoglio e dignità una scelta che, le mi ricorda, è prima di tutto etica.

Andrea Mangoni ha detto...

PS L'ho definita anonima vegetariana perché lei, mia cara signora, a prescindere dalla sua recente scelta alimentare NON ha fatto sua la filosofia vegana fino in fondo. I vegani rifiutano di nutrirsi di alimenti di origine animale, punto. Non importa che derivino da animali felici o tristi, allevati a migliaia in un capannoni o viziati come un animale domestico. Nel momento in cui le dice che mangerebbe le uova di una sua gallina domestica, si allontana immediatamente da tutto quello che è lo spirito della filosofia vegana, rientrando di diritto nella sfera della scelta vegetariana. Non c'è ovviamente nulla di sbagliato nemmeno in questa scelta, purché sia consapevole che con la filosofia vegan centra ben poco. Anzi, se mai volesse uova di galline allevate con metodo biologico, in campagna, i cui maschi non vengono uccisi alla nascita, che dormono sugli alberi, che vivono fino a che non muoiono naturalmente, che fanno una vita degna... ecco, se le venisse voglia, le dicevo, non deve per forza prendersi una gallina in casa: me le chieda. Glie le regalo volentieri.
PPS: Ma perché poi restate anonimi? Gli ultimi due commenti sono di “anonimi” vegani. Io vi parlo francamente, senza maschere, e mi potete chiamare per nome. Vorrei poter fare lo stesso.