venerdì 28 marzo 2014

Orto antico - Mini-guida fotografica: come fare una talea di vite

Una vite di Moscato bianco ottenuta da talea. Foto Andrea Mangoni.

Una vecchia casa abbandonata nella campagna veneziana. Sopra la porta, semidistrutta, una pergola di vite ormai collassata. Una pianta gigantesca, il tronco enorme e vecchio di lato, giovani tralci verdi che si arrampicano attorno agli stipiti. 
Un tempo molte case avevano pergolati di vite sopra le porte, per dare alla famiglia ombra, frescura e - perché no? - anche qualche bel grappolo da portare sulla mansa. Ma perduta la vita familiare, abbandonata la casa, anche la vite finisce con l'essere dimenticata. Eppure...

Una casa abbandonata, una vecchia pergola di vigna disfatta. L'avventura inizia così. Foto Andrea Mangoni.

Eppure a volte vale la pena cercare di recuperare queste vecchie piante. A volte dietro esse si nascondono varietà antiche, dimenticate, magari "fuori moda", ma in grado di
offrire una serie di vantaggi interessanti per il piccolo viticoltore. Ad esempio, alcune di queste vigne sono ibridi produttori primari, ovverosia quegli ibridi ottenuti incrociando viti americane ed europee per ottenere piante resistenti alla fillossera. Tali piante non si moltiplicavano per innesto, come accade oggi per le varietà europee dì Vitis vinifera, ma venivano propagate per propaggine o talea. Era la sorte dei vari Clinton, Fragolino, Bacò (1). Queste piante inoltre, sopravvissute per decenni senza bisogno di trattamenti di sorta, potrebbero rappresentare per agricoltore sinergico o il permacultore l'occasione di aggiungere nuove tipologie di fruttiferi a bassa manutenzione nel proprio progetto.
Nel mio caso, la vecchia dimora persa nella nebbia sembra aver avuto una pergola formata da un qualche tipo di Moscato bianco da tavola, a detta di qualcuno. Bene, ottenutone con qualche fatica un tralcio dell'anno, lungo un paio di metri, a fine febbraio sono riuscito a ricavarne delle talee. Ecco come fare.

01 - Prepariamo i vasi (clicca per ingrandire).


Prepariamo dei vasi adeguati. Le talee di vite sono generalmente abbastanza lunghe, per cui occorrono vasi più alti che larghi. Possiamo utilizzare felicemente delle bottiglie di plastica da 1,5 o 2 litri, cui vanno asportate le parti superiori.

02 - Facciamo i fori di drenaggio (clicca per ingrandire).

Per garantire un buon drenaggio, pratichiamo alla base della bottiglia due o tre grossi fori.

03 - Prepariamo le talee (clicca per ingrandire).

Prepariamo le talee, prelevandole da un tralcio vigoroso dell''anno precedente. Le talee saranno lunghe dai 20 ai 40 cm, e dovranno possedere almeno 3 "occhi", ovverosia 3 nodi (i punti lungo il fusto dove si formano foglie e gemme.

04 - Mettiamo a idratare le talee (clicca per ingrandire).

Mettiamo le talee a bagno per un paio di giorni in modo da idratarle perfettamente. attenzione a non invertire la polarità delle talee e a non metterle a bagno al contrario: ricordate che le gemme sono generalmente inclinate verso l'alto e che spesso verso il basso possono avere tracce dei viticci o delle foglie.

05 - Proteggiamo dalla disidratazione le talee (clicca per ingrandire).

Sigillate con un po' di mastice da innesto il taglio superiore della talea, per ridurre la perdita d'acqua tramite disidratazione.

06 - Riempiamo i vasi col substrato (clicca per ingrandire).

Riempite i vasi con il substrato prescelto. Potete usare una miscela 1:1 di sabbia e torba o terriccio. Compattatelo bene nel contenitore.

07 - Piantiamo le talee (clicca per ingrandire).

Piantate una o due talee per vaso. Fate in modo che almeno uno o due nodi si trovino ben coperti dal substrato. Se volete o lo ritenete opportuno, cospargete con attenzione la base della talea per qualche centimetro con ormoni radicanti in polvere.

08 - Etichettiamo ogni vaso (clicca per ingrandire).

per ogni vaso preparate un cartellino identificativo dove appuntare la varietà moltiplicata, in maniera da saper sempre distinguere le viti che avrete propagato.

09 - Aspettiamo che le talee attecchiscano!

Se le talee avranno preso, tra marzo e aprile inizieranno a schiudersi le gemme, mostrando il verde tenero delle foglie in formazione.
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PER APPROFONDIRE

1): i vitigni europei, fino al 1863, sono sempre stati moltiplicati per talea o propaggine. L'innesto non era giudicato necessario. Dopo tale data, però, in Europa arrivò la fillossera della vite  o Daktulosphaira vitifoliae (Fitch, 1856), un afide che provocando la formazione di galle nelle radici delle viti europee ne causava la morte. Solo in Italia, a partire dal 1879, andarono perduti così oltre 2 milioni di ettari di vitigni. Si tentò quindi la strada dell'incrocio tra viti europee e viti americane, con la successiva nascita dei cosiddetti ibridi produttori primari.

Le gemme si aprono sulle talee che hanno attecchito. Foto Andrea Mangoni.

In seguito le loro vinificazione venne abbandonata o addirittura proibita a causa da un lato di alcune caratteristiche organolettiche e chimiche dei vini da esse derivati, e dall'altro dalla preferenza dei viticoltori per la coltivazioni di vitigni europei innestati su vite americana, cosa questa che rendeva anche le nostre varietà immuni alla fillossera. Se vi interessa saperne di più sulla storia degli ibridi produttori primari e di viti famose come Clinton e Fragolino, consultate questi link:

 Per approfondire invece la coltivazione della vite e la moltiplicazione delle piante, ecco dei libri adatti allo scopo:

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11 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Andrea ,nel mio piccolo ne Ho salvate almeno una decina di queste viti tutte ottenute tramite talea, dalle mie parti nei primi del novecento e durante gli anni sessanta ci fu un notevole spopolamento con conseguente abbandono delle abitazioni rurali, tutte avevano la classica pergola di vite. L'ultima che ho recuperato il Rusaron , una vecchia varietà di uva da tavola autoctona dell'Oltrepò Pavese. Purtroppo di alcune non sono riuscito a scoprire il nome della varietà. Sono riuscito a recuperare anche molte varietà di peri e meli che da noi raggiungono il secolo di vita. Complimenti per il tuo blog è sempre molto interessante.

Andrea Mangoni ha detto...

grazie infinite, e complimenti a te per l'opera di salvaguardia della biodiversità agronomica che stai portando avanti! è importantissimo riuscire a lasciare in eredità alle generazioni future quello che i nostri avi ci hanno lasciato. perderlo significherebbe perdere un tassello prezioso, una potenziale risorsa per il futuro. bravissimo e a ncora complimenti!

Paolino ha detto...

Ma come faccio a riconoscere qual'è la parte della vite da tagliare?
In caso sarei ancora in tempo per piantarla???

Andrea Mangoni ha detto...

devi solo scegliere un ramo dell'anno scorso, sono quelli più sottili e con corteccia meno ispessita. se le gemme non sono ancora aperte potresti provare.

Hilda ha detto...

Ma sei sicuro che sia "moscato"??

Io ricordo un'uva da piccolo con acini rotondi piccoli...con grappoli pieni e sodi. che era dolce e con pochi semi...la sto cercando. Credo che possa essere un simil moscato...spero di recuperarlo presto.

Andrea Mangoni ha detto...

ciao, no, non ne posso essere sicuro, ho solo la parola di chi me l'ha lasciato raccogliere. dovrò aspettare per capire che uva darà!

GIUBA ha detto...

Ciao, dopo quanti anni incomincierà a fruttificare?

Andrea Mangoni ha detto...

...ti direi una bugia: non lo so con esattezza. immagino che occorrano almeno 4 anni prima di vedere i primi frutti, ma non ho dati sulla fruttificazione di piante ottenute da talea.

Matias Rubi ha detto...

in che periodo hai prelevato le talee dalla pianta madre?

Anonimo ha detto...

Quindi se preparo le talee dalla vigna rischio le filossera? Se voglio utilizzare la vecchia vigna e non andare a comprare le barbatelle già innestata in un vivaio devo per forza trovare una vite americana, magari per talea fare i portainnesti e poi innestare la mia vigna sulla talea di vite americana?
Oppure il rischio di riprodrre le talee direttamente è limitato? Grazie

Andrea Mangoni ha detto...

ciao, mi spiace per la tarda risposta.
la moltiplicazione per talea diretta va fatta solo per ibridi produttori primari o similari. se vuoi riprodurre una vite di varietà diversa devi innestarla su barbatelle radicate di portainnesti resistenti, come appunto le viti americane.